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Voglio dormire!

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Voglio dormire!

Routine quotidiana, ritmi di lavoro e sociali che impongono di andare contro i ritmi naturali del proprio corpo, rendono “sfasati” una persona ogni due. E un ritmo sonno-veglia innaturale potrebbe causare dipendenza da fumo.

Dormire troppo poco o male potrebbe causare dipendenza da tabacco. A supporre questo strano legame tra il ritmo sonno-veglia e il fumo sono i ricercatori dell’università Ludwig Maximilians di Monaco (Germania) guidati da Till Roenneberg. Lo studio, in realtà, non si propone di sondare le cause del vizio più diffuso nelle società occidentali, ma le dinamiche del sonno in relazione alle abitudini lavorative che ci costringono a orari non sempre biologicamente compatibili con la nostra natura.

Test del sonno: scopriamo il cronotipo

I ricercatori hanno sottoposto 500 volontari a un questionario che ne ha determinato il cronotipo, cioè le specificità del ritmo sonno-veglia. I risultati, estremamente diversificati, hanno dimostrato che la fascia oraria in cui la maggior parte delle persone dorme meglio è quella compresa tra mezzanotte e mezza e le otto e mezza del mattino. Secondo gli scienziati l’imposizione forzata per esigenze lavorative di un ritmo sonno-veglia molto diverso da quello naturale che è in gran parte determinato a livello genetico, può portare a comportamenti particolari e a non pochi problemi.

 Jetlag sociale

Secondo Roenneberg più della metà della popolazione mondiale è soggetta a questo disallineamento permanente dell’orologio biologico, un fenomeno in tutto e per tutto simile al jetlag che colpisce chi viaggia in aereo. Con la differenza che quando il jetlag è sociale, i sintomi non sono temporanei. Fin qui niente di totalmente nuovo. La ricerca di Roenneberg, tuttavia, dimostrerebbe che questo disallineamento potrebbe favorire il vizio del fumo: circa il 70% delle persone che nel test hanno registrato uno scarto di almeno sette ore tra il ritmo sonno-veglia naturale e quello socialmente imposto erano fumatori.

Quanto incide il materasso

Non ci vuole di certo uno studio scientifico per comprendere quanto la qualità di un materasso influenzi la qualità del sonno. Un materasso non adatto al nostro corpo o di scarsa qualità può provocare i fastidi che generalmente causano i risvegli notturni. Quando questi sono frequenti, il ritmo sonno-veglia viene compromesso, il nostro corpo non si rigenera correttamente e anche il nostro cervello perde in lucidità. È il tipico caso di quando ci si sente all’improvviso sonnolenti nel primo pomeriggio o ancora quando la sera facciamo fatica ad addormentarci

Stress sociale, stress mentale, stress fisico: un mix pericoloso

Viviamo in un’epoca (dobbiamo ammetterlo) dove il riposo è messo completamente in secondo piano. A precedenza il lavoro, hanno precedenza gli impegni personali e hanno precedenza i soldi. All’eccessivo stress della quotidianità si sommano anche i danni che un materasso di scarsa qualità può provocare a lungo andare al nostro corpo. Il risultato? La qualità della vita si abbassa drasticamente e patologie della schiena una volta rare diventano molto diffuse. 

Prenderci cura del nostro sonno è fondamentale perché innesca un circolo virtuoso ad effetto domino che migliora progressivamente sia il nostro corpo che la nostra mente.

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