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Reti a doghe: come scegliere?

Le reti a doghe rappresentano il miglior supporto per il proprio materasso! Le doghe sono la base fondamentale per migliorare la qualità del nostro riposo. Vediamo insieme perché.

Le reti a doghe incidono ampiamente sul nostro sistema letto-materasso, rappresentano infatti un vero e proprio investimento per migliorare la qualità del riposo. Una rete di ottima qualità permetterà infatti il mantenimento di una postura corretta durante il riposo evitando spiacevoli dolori e problemi alla schiena.

Bisogna però chiarire come sul mercato si trovino innumerevoli tipologie di reti, da quelle metalliche ai sistemi elettrici, dalle doghe ammortizzate a quelle fisse.

Come facciamo a scegliere le doghe a noi adatte?

La scelta è correlata a quella del nostro attuale o futuro materasso.

Materassi a molle, ad esempio, richiedono reti a doghe fisse per mantenere la rigidità torsionale della struttura letto. È necessario specificare come, però, esistano differenti tipologie di doghe fisse; alcune delle quali prevedono regolazioni e speciali ammortizzatori per regolare la rigidità del letto come supporto del materasso.

Se invece possediamo un materasso in lattice o memory, la scelta può ricadere facilmente su reti a doghe motorizzate.

Queste, nonostante presentino un costo maggiore, sono l’ideale per trovare la posizione perfetta per il riposo… e non solo! È possibile infatti regolare la propria posizione per leggere o guardare la tv, in tutta comodità.

Un’altra caratteristica che ci dovrebbe guidare nella scelta della nostra rete è la presenza di doghe ammortizzate.

Queste speciali doghe sono ideali per attutire i movimenti del corpo durante il riposo, fornendo un sostegno extra oltre alla comune doga curvata in betulla.

Gli ammortizzatori sono delle vere e proprie sospensioni posti alle estremità delle doghe, essi presentano innumerevoli regolazioni per adattarsi al materasso nella maniera più adeguata.

La scelta delle doghe deve essere poi guidata dalla ricerca di qualità. Le doghe, in legno naturale, devono essere piegate a vapore così come la verniciatura deve essere fatta a base di prodotti naturali.

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Materassi in memory foam: vantaggi e comfort

Molto spesso sentiamo parlare di memory foam per quanto riguarda i materassi, ma di cosa si tratta nello specifico? Vediamo insieme questo materiale che ha cambiato il modo di dormire di tantissime persone.

I materassi in memory foam sono costituiti da una schiuma poliuretanica in diverse densità. La parte centrale del materasso presenta infatti una struttura di poliuretano ad alta resilienza per evitare il completo sprofondamento del corpo mentre la superficie esterna è di tipo visco-elastico.

È proprio la parte esterna che ha portato il materasso in memory foam ad essere un invenzione geniale in grado di accogliere giudizi entusiasti da tantissimi.

Il materiale viscoelastico che compone i materassi in memory presenta, infatti, una peculiare capacità di deformarsi e reagire al peso in maniera unica nel suo genere. Il materiale stesso riesce a deformarsi in maniera diversa in ogni suo singolo punto, reagendo anche al calore corporeo!

Si tratta di un materiale che ha quindi una vera e propria “memoria”, è in grado infatti di ricordare le forme impresse per alcuni secondi.

Questa differenziazione di sostegno da parte del materasso – dovuta alle sue caratteristiche uniche – permette una postura dritta e corretta della propria schiena durante la notte, cercando di assecondare il tuo corpo nella maniera più naturale possibile.

I vantaggi del memory foam

La creazione di una deformazione sullo strato visco-elastico del materasso permette una posizione perfettamente rilassata durante il sonno che ne migliora nettamente la qualità. Anche chi dorme di lato non ricorderà più i caratteristici mal di schiena dovuti alla resistenza del materasso.

Medici e ortopedici consigliano il materassi in memory per chiunque soffra di mal di schiena viste le capacità di alleviare tensioni muscolari e mitigare problemi di patologie muscolo-scheletriche. Si tratta di un materiale ottimo anche per chi soffre anche di allergie! Questo perché si tratta di schiume anallergiche ad alto grado di traspirabilità, evitano così infatti ogni tipo di accumulo di sudore o umidità.

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Fasi del sonno: il materasso influisce sulla loro durata?

Conoscere le fasi del sonno è importante per avere un buon sonno ristoratore. Non tutti sanno, però, che anche l’uso di un buon materasso influisce sulla loro durata.

Le fasi del sonno

Ogni notte attraversiamo diverse fasi del sonno. Generalmente se ne indicano due, la NREM e la REM. Sono due fasi ben distinte che si alternano almeno dalle quattro alle sei volte, considerando una media di sonno di circa 8 ore. E’ chiaro che se dormiamo poco e male, queste fasi del sonno risulteranno alterate e si avranno differenti disturbi. Nella fase NREM si hanno quattro stadi: l’assopimento, il sonno leggero, il sonno profondo ed il sonno profondo effettivo. La REM, invece, è quella in cui si sogna ed è determinata dal cervello molto attivo. Si verifica, in genere, circa 90 minuti dopo l’inizio del sonno.

Soffrire d’insonnia, così come non riposare bene poiché abbiamo un materasso che non ci fa dormire bene, può creare problemi al nostro sistema sonno/veglia. Ecco la motivazione per cui anche la scelta di un buon materasso può essere utilissima al fine di riuscire a regolarizzare le fasi durante le ore notturne. Se, ad esempio, una persona tende a svegliarsi di continuo, avrà delle alterazioni che provocheranno disturbi e malesseri al proprio corpo. Se, invece, possiamo godere di un sonno rigenerante e continuo possiamo facilmente stare meglio anche in merito alla nostra salute, oltre che l’innegabile vantaggio di svegliarci ben riposati ed attivi.

Ogni volta che pensiamo, quindi, di soffrire di disturbi del sonno, prima di recarsi dal medico possiamo pensare ad una soluzione sicuramente efficace: cambiare il nostro materasso. La scelta dovrebbe cadere sui modelli ergonomici, che ci permettono di riposare meglio e più a lungo. Esistono diversi tipi di materassi in vendita: sta a noi scegliere quello che preferiamo nella forma e nei materiali disponibili.

Quante ore bisogna dormire per riposare bene?

Per permettere al corpo e alla mente di riposarsi ed eliminare le sostanze tossiche accumulate durante la giornata, è fondamentale dormire una quantità di ore sufficiente. Vediamo quante ore bisogna dormire per rigenerarsi in modo adeguato.

Dormire è importante

Numerosi studi scientifici hanno dimostrato come sia fondamentale non solo il numero di ore, ma soprattutto la qualità del sonno. Durante le ore notturne, infatti, molti di noi soffrono di disturbi legati ad una scarsa qualità del sonno, mai del tutto regolare. Dormire bene, e in maniera sana e continuativa, permette di rallentare il metabolismo, il battito cardiaco e la pressione sanguigna. La conseguenza è la rigenerazione dei tessuti e del cervello che, ovviamente, permette di tornare concentrati e rilassati durante la giornata.

Ulteriori studi, inoltre, hanno dimostrato come nei soggetti che tendono a dormire poco e male vi è l’insorgenza di un mal funzionamento del sistema immunitario. Per questo motivo, questi stessi soggetti tendono ad avere un maggior numero di episodi influenzali, soprattutto durante l’inverno.

Per approfondire: Sonno, stress e insonnia: altre curiosità sul dormire.

Soffrire di insonnia può portare anche allo sviluppo di svariate patologie, oltre alla difficoltà nel breve termine di mantenere un buon livello di concentrazione e rendimento durante la giornata. Colesterolo alto, obesità e diabete sono solo alcuni dei disturbi legati alle poche ore di sonno notturne.

Quante ore bisogna dormire

Il numero di ore necessarie ad ottenere tutti i benefici psico-fisici sono del tutto soggettivi e si basano, in misura rilevante, sull’età di una persona. Infatti, gli adolescenti necessitano di circa 9/10 ore di sonno per recuperare le energie e poter affrontare la giornata successiva.

Dai 18 anni in poi, invece, le ore sufficienti iniziano a diminuire arrivando ad uno standard di 7/9 ore al giorno. Quindi, seppur le canoniche 8 ore rappresentano un buon standard per tutti, ognuno può avere necessità diverse in base all’età, alla frequenza dell’attività fisica e allo stato di salute.